Colombia con bambini: l'itinerario completo di 3 settimane (e i pregiudizi da sfatare)
- Marion Pizzato
- 2 juil.
- 24 min de lecture
Dernière mise à jour : 17 juil.
Quando i nostri amici ci chiedevano la meta dell'estate 2025 abbiamo avuto reazioni come "Ma siete sicuri?", "è pericoloso con i figli no?" oppure "State molto prudenti".
Spoiler: la Colombia è stata una delle avventure più incredibili, accoglienti e organizzate che abbiamo mai vissuto in famiglia.
Il nostro circuito è durato tre settimane (tra fine luglio e agosto) ed è stato studiato per muoversi in senso orario, ottimizzando i voli interni per non stancare troppo i bambini:
Bogotà (Regione Andina zona Cundinamarca ): Altitudine e Storia della capitale
Eje Cafetero (Regione Andina zona Quindío ): Natura e Piantagioni del Caffè
Medellin (Regione Andina zona Antioquia ): Rinascita e Cultura
Cartagena (Regione Caraibica zona Bolívar ): Storia e Caraibi
Santa Marta (Regione Caraibica zona del Magdalena): Mare e Giungla

La Colombia in cifre
Indipendenza: 20 luglio 1810
Capitale: Bogotà (7,5 milioni di abitanti)
Moneta: Peso Colombiano (COP)
Popolazione: circa 52 milioni
Popolazione indigena: circa 1,9 milioni suddivisi in 115 diversi gruppi etnici
Superficie: 1.141.748 km²
Regioni naturali: Ande, Amazzonia, Caraibi, Orinoquía, Pacifico
Scheda Tecnica: Info utili in un click
Informazioni Pratiche | Il consiglio sul campo | |
Moneta | Peso Colombiano (COP) | Le carte sono accettate ovunque, ma tenete sempre dei contanti per i mercati e le mance. |
Clima | Microclimi costanti a seconda dell'altitudine. | Si passa dal fresco di Bogotà (circa 15 gradi) al caldo umido dei Caraibi (circa 30 gradi). Vestiti a cipolla obbligatori! |
Trasporti | Voli interni per le lunghe distanze. Uber in città. | LATAM, Avianca e Iberia super approvati. Banditi i taxi presi per strada. Uber è tracciato, economico e sicuro. |
Salute | Strutture private eccellenti nelle grandi città. | Non negoziabile: stipulate un'ottima assicurazione sanitaria privata prima di partire. |
Preparativi: Il trucco del bagaglio leggero & sanità
Sfatiamo il primo grande mito: lo zaino per 3 settimane.
Non partite con tre settimane di vestiti sulle spalle, soprattutto se avete dei voli interni da prendere e i chili imbarcati costano. Noi abbiamo viaggiato leggeri perché abbiamo organizzato le tappe sapendo che a metà percorso avremmo scelto un hotel con lavanderia e asciugatrice. Meno pesi, meno stress, meno pensieri!
Sanità e assicurazione
Per quanto riguarda l'assicurazione stampo sempre i miei documenti legati alla polizza viaggi della mia copertura legata alla carta di credito.
Per la salute poi cerco di avere una pochette con l'occorrente necessario e anche meno necessario... ovvio che si può trovare quasi tutto all'estero in farmacia (dipende dal paese chiaro) ma io odio dover correre in farmacia anche per un paracetamolo. Mi porto poco di tutto cosi sulla prima emergenza sono a posto e mi lascia il tempo di andare in farmacia se necessario.
Ultima cosa: controllate se sono raccomandati i vaccini. Per la Colombia non erano richiesti quando ho prenotato ma 3 mesi prima di partire abbiamo scoperto un'epidemia di febbre gialla e, anche se non andavamo nella zona dove era obbligatorio (Amazzonia), abbiamo deciso di farci i vaccini a Milano per evitare brutte sorprese una volta arrivati. Poi quello della febbre gialla "dura" una vita, quindi fatto,e non ci pensiamo più.
Tappa 1: Bogotà, l'impatto con la Capitale
✈️🛌 Logistica & Alloggio
Lo spostamento: Milano - Madrid - Bogotà con Iberia. Atterraggio alle 4:00 del mattino.
Dove abbiamo dormito: Casa Dann Carlton Hotel & SPA. Si trova in una zona molto sicura, offre una colazione strepitosa e ha un corner di Juan Valdez Café (la catena colombiana, molto più buona di Starbucks). Nota di merito per la piscina coperta riscaldata: il clima a Bogotà è fresco e l'altitudine (siamo a 2.600 metri) mi ha regalato, il primo giorno, un forte mal di testa. Un bagno in piscina mentre mamma riposava in camera è stato un toccasana per tutti!
Il Trucco: Prenotare la notte in hotel del giorno prima. Poter entrare in camera alle 7:00 del mattino per dormire qualche ora ha azzerato il jet-lag dei bambini, salvando la giornata e l'umore di tutti.
Anedotto: uno scalo lungo
Il nostro viaggio è iniziato con un volo Iberia da Milano via Madrid per Bogotà. Lo scalo doveva essere di 5 ore, già abbastanza lungo ma a 2 ore dall'imbarco arrivò l'annuncio... ritardo del volo di 8 ore. Il viaggio non iniziava benissimo ma niente panico... mentre mio marito cercava di capire che stava succedendo al desk, io stavo cercando un hotel attaccato all'aeroporto dove dormire... era notte e il volo era ora fra 10 ore. Per fortuna l'allarme è rientrato in fretta e siamo partiti e atterrati a Bogotà alle 4 del mattino, orario inizialmente previsto.
Conclusione: non arrabbiarsi né stressarsi... mantenere la calma e trovare un piano B.
Come abbiamo diviso le giornate (2 piene post giorno di arrivo)
Per mantenere l'equilibrio tra cultura e divertimento, abbiamo alternato le attività più storiche a quelle dedicate interamente al gioco.

Il Free Walking Tour e il Capibara: Abbiamo preso un Uber (molto più sicuro dei taxi normali) per andare in Plaza de Bolívar. Lì abbiamo fatto un tour guidato di 3 ore e mezza con un ragazzo locale che aspettava in piazza con il famoso ombrello e la sua scritta "Free Walking Tour " ci ha fatto fare un mini-tour gastronomico tra i mercati autentici della capitale poi ci ha portati a mangiare in un ristorante dove la specialità era il Capibara (la mascotte preferita dei miei figli sotto forma di peluche... cattiva mamma che sono).
Lo abbiamo assaggiato per educazione, ma per la cronaca... non è piaciuto a nessuno!
Oro e Smeraldi: Abbiamo visitato il bellissimo Museo dell'Oro, ricco di storia e fortunatamente pieno di installazioni interattive che tengono vivi anche i più piccoli. Abbiamo anche scoperto che la Colombia ha le miniere di smeraldi più importanti al mondo... le gioiellerie sono colme di questa pietra verde meravigliosa ma attenzione comunque alle truffe.

Dal panorama di Monserrate alle scosse elettriche del Museo Maloka: Per muoverci in sicurezza e risparmiare abbiamo usato sempre Uber. La mattina del secondo giorno siamo saliti in funivia sul Monserrate: il viaggio sospeso nel vuoto ha letteralmente fatto impazzire i bambini e la vista della capitale dall'alto toglie il fiato.
Subito dopo abbiamo bilanciato la giornata dedicando il pomeriggio interamente a loro al Museo Maloka. È un centro di scienze interattivo pazzesco, frequentato da tantissime scolaresche locali, dove i bambini possono toccare tutto e sperimentare in prima persona. I bambini sono rimasti ipnotizzati soprattutto dai laboratori e dagli esperimenti elettrici ed elettromagnetici: vedere i capelli drizzarsi in testa per l'elettricità statica e comandare piccoli fulmini è stato il momento top!
💙 Coup de coeur gastronomici:
Cena: Per cena, ci siamo concessi un'istituzione di Bogotà: Andrés Carne de Res (nella Zona Rosa). È un ristorante disposto su più piani che è un vero e proprio concentrato di follia pop colombiana: i piani sono divisi a tema tra Inferno, Purgatorio e Paradiso, pieno di attori che ballano, musica rock, cuori di latta e un'atmosfera così eccentrica che anche i bambini sono rimasti a bocca aperta.
Pranzo: Specialità del posto... il capibara... che abbiamo preferito come peluche piuttosto che come cibo!
Street food: Pandequeso, Pandebono, Almojábana, Empanadas (di carne e patate), e Arepas
Zaini vs Passeggini: L'equilibrio di Bogotà
Approccio ADULTI (Cultura & Storia) | Approccio BAMBINI (Esperienza & Gioco) |
• Free Walking Tour di 3 ore e mezza in centro storico. • Visita al Museo dell'Oro. • Scoperta del commercio degli smeraldi colombiani. | • Salita in funivia sul Monserrate (emozione del vuoto). • Pomeriggio interattivo al Museo delle Scienze (Maloka). • Assaggio "coraggioso" del Capibara al mercato. |
💡 Cosa è stato più utile: Cercare una guida locale per fare il tour della città in modalità "safe" e scoprire subito le specialità gastronomiche del posto.
🛑 Il consiglio onesto: Bogotà è splendida ma intensa. L'altitudine e il traffico possono stancare i bambini più del previsto. Non riempite la giornata di tappe: fate una cosa alla volta, usate Uber per evitare lunghe camminate a vuoto e sfruttate le prime ore del mattino quando i piccoli sono più carichi.
Tappa 2: Eje Cafetero, tra villaggi colorati e palme giganti

✈️🛌 Logistica & Alloggio
Lo spostamento: Volo interno Bogotà - Armenia. Breve, comodo e perfetto per evitare le infinite ore di bus tra le montagne andine.
Dove abbiamo dormito: Qui volevo vivere la vera cultura locale e ho scelto una vera finca per dormire: [Finca La Playa Ecohotel]. Un posto da fiaba, coloratissimo, circondato da prati, mucche, ruscelli e cavalli. La proprietaria, Dory, è stata adorabile con i bambini.
Il Trucco: Per arrivare in questa zona avete la possibilità di scegliere tra due aeroporti: quello di Armenia e quello di Pereira. Guardate bene entrambi per scegliere gli orari più comodi per il vostro tour.
Aneddotto: Bambini di città...
Dettaglio divertente: il "latte fresco appena munto" che ci offriva Dory alla finca sapeva troppo di mucca per i gusti dei miei figli abituati al parzialmente scremato e spesso a lunga conservazione di casa... vaglielo a spiegare che il suo ottimo latte fresco e genuino è troppo genuino :-)
Poi queste mucche stupende ci svegliavano a volte presto la mattina, ma non si può fare a meno di ridere per il verso di una mucca piazzata davanti alla tua finestra... Il più bel risveglio del mondo!
Come abbiamo diviso le giornate (2 piene post giorno di arrivo)
Lasciata la frenesia di Bogotà, qui i ritmi rallentano e ci si immerge nella natura più spettacolare del nostro tour in Colombia.

L'incanto di Salento: Il primo giorno lo abbiamo dedicato a esplorare Salento, un paesino che sembra uscito da Encanto, il cartone animato della Disney: case coloniali con porte e finestre di ogni colore possibile, balconcini fioriti e artigiani locali. Abbiamo passeggiato lungo la Calle Real, la via principale piena di negozietti e vita, e abbiamo camminato fino in fondo per salire i gradini che portano al belvedere (Mirador). Da lassù si gode di una prima vista pazzesca sulla valle circostante, un ottimo riscaldamento per le camminate dei giorni successivi!

L'avventura (e l'infortunio) nella Valle della Cocora: Il secondo giorno è stato il fulcro della tappa: andare nella valle della Cocora prendendo le Jeep Willys, tutte colorate e senza tetto, direttamente dalla piazza di Salento. Un'avventura pazzesca!
La valle è surreale: ci si ritrova a camminare immersi nel verde tra le palme da cera, che arrivano fino a 60 metri di altezza e sbucano dalla nebbia.
Arrivati alla valle, l'inizio è stato subito da film. Abbiamo sbagliato percorso infilandoci in una foresta fitta che sembrava la giungla di Indiana Jones, superando ponti sospesi a cui mancavano pezzi di legno sopra il fiume! Capito l'errore, dopo mezz'ora siamo tornati indietro, abbiamo trovato la mappa corretta e abbiamo optato per il percorso completo di 12 km che scavalca la montagna tra le altissime palme da cera.
La salita è stata ripida ma splendida, interrotta da tappe in piccoli chioschi per comprare mandorle e noccioline. Purtroppo la finca in cima alla montagna era chiusa, ma avevamo gli zaini pieni di acqua e snack. Durante la discesa nel fitto bosco, però, è successo l'imprevisto: Charlotte è caduta molto male procurandosi una forte contusione al ginocchio. Nonostante il grande dolore, ha stretto i denti e ha camminato per ben 2 ore e mezza a passo lentissimo, appoggiandosi a noi, per uscire da quella foresta fitta. È stata di un coraggio immenso (un elicottero qui, se si fosse rotta la gamba, non sarebbe mai arrivato).
All'arrivo, per tirarla su di morale, abbiamo fatto delle simpatiche foto ricordo nei set fotografici della zona (con le ali, i fiori e i simboli di Encanto) prima di riprendere la Willys nella quale mio marito ed io siamo stati sul dietro in piedi, con l'aria in faccia come due ragazzini!
Valle della Carbonera: perché non l'abbiamo scelta
Per raggiungere Carbonera da Salento non basta una mezz'oretta di strada. Si tratta di affrontare dalle 2 alle 3 ore di viaggio (solo andata!) su piste sterrate e piene di buche, letteralmente sobbalzando dentro a un 4x4. Ma dalle foto viste la Carbonera è più selvaggia e fitta.
Filandia e i cestini: L'ultimo giorno lo abbiamo preso con estrema calma, visitando Filandia, un altro borgo splendido, carico di colori e molto meno affollato di Salento.
Ci siamo fermati in farmacia a comprare una ginocchiera e abbiamo trovato un posto che proponeva un'esperienza molto carina: un laboratorio locale dove hanno imparato a intrecciare dei cestini fatti a mano e sono tornati a casa ognuno con il proprio cestino. Qui esiste un altro posto completamente dedicato all'atmosfera di Encanto per scattare foto ed essere un personaggio Disney per qualche ora. Un momento di serenità totale dopo la fatica del giorno prima.
💙 Coup de coeur gastronomici:
Cena: Essendo in una finca volevamo provare la vera cucina "di casa" e abbiamo chiesto alla adorabile Dory di prepararci il piatto principale della Colombia la Bandeja Paisa.
Drinks: Che ve lo dico a fare... ovviamente caffè in tutte le sue forme
Street food: Chicharrones fritti d'asporto
Da sapere: ENCANTO della Disney ovunque
La Disney si è ispirata direttamente a questa regione per creare il film d'animazione Encanto! I registi hanno passato settimane in questi borghi per studiare l'architettura coloniale, i colori accesi delle porte, i balconi fioriti di legno e, ovviamente, le gigantesche palme da cera della Valle della Cocora. Camminare qui con i bambini è stato magico: per loro è stato come entrare letteralmente dentro al cartone animato della famiglia Madrigal!
Zaini vs Passeggini: L'equilibrio del Caffè
Approccio ADULTI (Natura & Tradizione) | Approccio BAMBINI (Avventura & "Encanto") |
• Trekking nella Valle della Cocora tra le palme giganti. • Visita a una Finca per scoprire la produzione del caffè. • Esplorazione dell'architettura coloniale di Filandia. | • Viaggio adrenalinico sulle Jeep Willys. • Set fotografici giganti di Encanto all'uscita della Valle della Cocora e a Filandia. • Laboratorio artigianale a Filandia per creare cestini a mano. |
💡 Cosa è stato più utile: Avere gli zaini ben equipaggiati con snack e tanta acqua. Trovando il punto ristoro chiuso in cima alla montagna, le nostre scorte ci hanno permesso di affrontare la discesa senza problemi.... o quasi :-)
🛑 Il consiglio onesto La Valle del Cocora è un'avventura vera, non un parco giochi lineare. Se scegliete il percorso lungo di 12 km, sappiate che la foresta è fitta e i sentieri non sono sempre ben indicati. Con i bambini piccoli zaino in spalla, calcolate bene i tempi e camminate con prudenza per evitare scivoloni o contusioni come è successo a noi o peggio... rimanere bloccati nella foresta col buio di fine pomeriggio
Tappa 3: Medellín, tra rinascita, arte e Fiera dei Fiori
✈️🛌 Logistica & Alloggio
Lo spostamento: Volo interno Pereira - Medellín con la compagnia LATAM. All'aeroporto di Medellín ci è venuta a prendere una persona fantastica. Per puro caso, la sorella di un'amico di famiglia originario di Caserta, lavora come infermiera proprio a Medellín! È stata il nostro angelo custode: ci ha consigliato la clinica giusta e ci ha accompagnati di persona.
La Clinica (Capitolo Salute): Avendo Charlotte con un forte dolore al ginocchio, siamo andati diretti in ospedale - Clínica San Vicente Fundación. Abbiamo trovato una struttura stupenda, modernissima e pulita. Pagando una quota in anticipo, in poche ore Charlotte ha fatto una visita pediatrica, una radiografia, un'ecografia e una visita ortopedica!.Per fortuna era solo una forte contusione. Il medico, carinissimo, ha evitato il gesso per non rovinarle il viaggio, raccomandandole di camminare e fare esercizi in piscina.
Magicamente, saputo che non era nulla di grave, il dolore è quasi sparito!
Dove abbiamo dormito: Landmark Hotel. Lo raccomando al 100%: è perfetto per chi cerca un ambiente a metà tra lo stile backpacker e il comfort. Camere molto belle, un salone conviviale con divani, giochi di società e bevande sempre a disposizione. Si trova in una zona sicura, a 10 minuti a piedi dai ristoranti e dalla vita notturna, ma fuori dal caos del traffico.
Il Trucco: Questo hotel ha un plus imbattibile: la lavanderia con lavatrice e asciugatrice a disposizione. Dopo una settimana di viaggio, poter lavare e asciugare tutto ci ha permesso di ripartire leggeri e con i vestiti profumati!
Come abbiamo diviso le giornate (3 piene post giorno di arrivo)
Arrivare a Medellín significa immergersi nell'energia vibrante della città dell' "eterna primavera".

La Fiera dei Fiori: Siamo arrivati a Medellín nel momento più bello dell'anno: la settimana della Feria de las Flores. La città si ricopre interamente di decorazioni floreali pazzesche fatte a mano per ogni bar, hotel o ristorante. La prima sera siamo andati al mercato coperto dedicato alla fiera: un'atmosfera di festa folle, musica latina a tutto volume e gente che balla ovunque. Abbiamo cenato lì in mezzo ai fiori, immersi nella gioia locale. Cerca le date dei prossimi eventi sul loro sito Feria de Flores 2025 - Medellín.Travel | Guía Oficial - Qué Hacer en Medellín
Botero e l'occhio vigile nel mercato: Dopo aver visto le 23 statue di bronzo di Botero nella Plaza Botero, siamo entrati in un mercato coperto di tende per fare shopping. Le vie si stringevano e la situazione è diventata poco sicura. Mio marito (che ha l'occhio aguzzo da napoletano) se n'è accorto subito. Ci siamo presi per mano e siamo scappati verso la piazza piena di polizia. Lì l'Uber che abbiamo trovato ci ha spiegato che avevamo attraversato una zona di forte povertà e spaccio (piena purtroppo di persone "zombie" a causa del fentanyl). Una lezione importante: la Colombia si gira benissimo, ma serve il normale buonsenso e la prontezza nel leggere le situazioni.
La Comuna 13: L'autista di quell'Uber, Alexis, è diventato il nostro amico e autista per i giorni successivi. Quello stesso pomeriggio ci ha messo in contatto con una sua cara amica Yuri che fa la guida proprio nel quartiere del riscatto di Medellín, la Comuna 13.
La comuna 13 aveva la reputazione di essere il quartiere più pericoloso di Medellin ma grazie ad una riqualificazione del quartiere (un po' come i Quartieri Spagnoli di Napoli) è diventato una zona che lascia a bocca aperta... io ci ho lasciato il cuore.
Questo tour è stato forse il momento più bello di tutta la Colombia! La Comuna 13 è un'esplosione di allegria, colori accesi e musica di sottofondo a ogni angolo. La gente è super sorridente e accogliente. La nostra guida è stata eccezionale con i bambini, alternando i racconti storici (le vicende vere e tristi sui narcotrafficanti, Pablo Escobar, i conflitti tra esercito e guerriglia) a momenti ludici con specchi, colori e negozietti di souvenir (da dove abbiamo comprato un dipinto da appendere a casa). Ci ha persino mostrato come i locali mangiano le hormigas culonas (le formiche giganti fritte) come se fossero caramelle! Un vero riscatto attraverso l'arte, la danza, la musica e l'installazione delle famose scale mobili che connettono il quartiere al resto della città.

La gita a Guatapé e i 740 gradini della Piedra del Peñol: Il giorno dopo, sempre con il nostro fidato Alexis, siamo andati a Guatapé (circa 3 ore di auto all'andata e 3 al ritorno, durante le quali i bimbi hanno dormito e noi abbiamo chiacchierato con lui). Durante il tragitto, Alexis ci ha fatto scoprire la vera Colombia, fermandosi alle bancarelle di frutta per farci spiegare dai locali i vari frutti esotici e lasciandoci massima libertà.
Arrivati alla Piedra del Peñol (o Peñón de Guatapé), l'impatto visivo con questo enorme monolito è da togliere il fiato.

C'era l'opzione di fare un giro in elicottero, ma sia io che mio marito abbiamo una gran paura di volare, anche se l'amore per il mondo e la voglia di viaggiare sono più forti del timore! Abbiamo preferito di gran lunga la fatica fisica: scalare i 740 gradini per arrivare in cima! Charlotte, per via del ginocchio, è rimasta giù con il papà a riposarsi, mentre io e mio figlio di 8 anni siamo saliti insieme. Ha motivato più lui me che io lui: un'energia pazzesca! Da lassù, la vista sul sistema idrico e sugli isolotti di Guatapé è spettacolare.
Dopo la discesa, ci siamo riuniti per un break con succhi di frutta fresca e siamo andati nel centro di Guatapé, un paesino delizioso e coloratissimo pieno di negozietti. Lì abbiamo fatto un bellissimo e rilassante giro in barca tra gli isolotti della diga, dove le guide mostrano le ville dei VIP locali come Maluma e J Balvin, il tutto cullati dalla musica latina di sottofondo, ovviamente.
L'ultimo giorno a sentimento e il ballo in strada: Abbiamo tenuto l'ultimo giorno a Medellín totalmente libero, senza programmi, girando all'avventura per i quartieri che ci ispiravano di più, lasciandoci guidare dalla musica e dai negozi. Durante la mattinata ci siamo imbattuti in un gruppo di tre ragazzi che rappavano in maniera eccezionale... da quel rap dedicato a noi, Dario è diventato Rocky Balboa e io Shakira :-)
Ci siamo persino fatti stampare delle felpe personalizzate. Ma il ricordo più bello rimarrà il piccolo balletto improvvisato che mio figlio ha fatto in mezzo alla strada insieme a un gruppo di anziani che suonavano musica salsa colombiana dal vivo. Pura magia.
Momento epico: Charlotte sul motorino
Visto che Charlotte aveva ancora dolore e faticava, nelle strade in salita, un'amica della nostra guida è spuntata all'improvviso in sella ad uno scooter. La guida le ha chiesto di dare un passaggio a Charlotte per aiutarla. All' inizio abbiamo avuto un po' di timore nel vedere nostra figlia salire sulla moto di una sconosciuta, ma ci siamo fidati! È stato un momento memorabile: Charlotte che sfrecciava in sella al motorino tra le vie della Comuna 13 e noi dietro a correre a piedi per non perderla di vista, ridendo a crepapelle! Un momento epico.

💙 Coup de coeur gastronomici:
Cena: I piatti veloci ma gustosi (nachos, hamburger e spuntini) ordinati direttamente nei ristoranti interni del Landmark quando i bambini erano stanchi.
Drinks: I maxi succhi di frutta fresca tropicale bevuti come ricompensa ai piedi della Piedra del Peñol dopo la scalata.
Street food: L'assaggio "coraggioso" delle hormigas culonas (formiche dal sedere grande) croccanti, che i locali adorano stuzzicare nella Comuna 13.
Zaini vs Passeggini: L'autenticità di Medellín
Approccio ADULTI (Riscatto Sociale & Sfide) | Approccio BAMBINI (Colore & Ritmo) |
• Comprendere la storia profonda della Comuna 13 (storie di guerriglia). • Atmosfera culturale della Feria de las Flores. • La storia idrica e energetica dall'alto di Guatapé. | • Giro in motorino durante la salita alla Comuna 13 i murales colorati. • Divertirsi a toccare e girare tra le maxi sculture di Botero. • La sfida dei 740 scalini e il giro in barca con musica latina. |
💡 Cosa è stato più utile: Sfruttare l'assistenza aeroportuale con sedia a rotelle per Charlotte durante il volo interno. Ci ha permesso di saltare le code ai check-in e alla sicurezza, e per i bambini è diventato persino un gioco divertente! Inoltre, affidarsi a Uber e a guide locali (come Alexis e Yuri della Comuna 13) trasformano totalmente l'esperienza. Inoltre, l'hotel con lavanderia a disposizione ha svoltato la gestione dei bagagli.
🛑 Il consiglio onesto A Medellín i ruoli della sicurezza si invertono rispetto ai pregiudizi comuni. Luoghi un tempo considerati "inaccessibili" come la Comuna 13 oggi sono super turistici, accoglienti e allegri. Al contrario, le vie centrali attorno a Plaza Bottero e ai mercati coperti tradizionali richiedono tantissima attenzione, perché basta sbagliare isolato per trovarsi in contesti di forte degrado. Se viaggiate con i bambini, teneteli stretti per mano, non isolatevi e muovetevi sempre con Uber o con guide del posto.
Tappa 4: Cartagena, la perla coloniale e il paradiso dei Caraibi
✈️🛌 Logistica & Alloggio
Lo spostamento: Volo interno Medellín - Cartagena con la compagnia Avianca. Anche in questo caso il volo è andato benissimo, puntualissimo, con check-in e recupero valigie super-efficienti (una costante felice di tutti i nostri 4 voli interni in Colombia!).
Dove abbiamo dormito: Hyatt Regency Cartagena. Lo straconsiglio! Eravamo sul lungomare con una vista spettacolare sul Mare dei Caraibi, una colazione internazionale da urlo e, soprattutto, una meravigliosa piscina posizionata sul tetto con musica di sottofondo e ristorante interno. Una vera oasi.
Il Trucco: Ho scelto volutamente un hotel fuori dal centro storico. All'interno delle mura le strutture sono molto autentiche ma spesso piccole, costose e prive di piscina. Noi avevamo bisogno di spazio e relax per i bambini, quindi abbiamo optato per il lungomare, in una zona estremamente sicura, con un centro commerciale e comunque a 5 minuti di Uber dal centro.
Come abbiamo diviso le giornate (3 piene post giorno di arrivo)
Arrivare a Cartagena significa sbarcare nei Caraibi della Colombia. Abbiamo bilanciato il caldo intenso alternando i tuffi in piscina alla scoperta della grandiosa storia coloniale racchiusa tra le sue mura colorate.

Il primo pomeriggio in piscina e la nostra routine di famiglia: Siamo arrivati a Cartagena nel pomeriggio e abbiamo deciso di dedicarlo interamente al relax nella piscina sul tetto dell'hotel. La sera, invece, siamo andati in centro per cena. Lì abbiamo scovato subito l'Hard Rock Café, che per noi è una vera e propria routine di viaggio: ovunque andiamo nel mondo lo cerchiamo, compriamo la spilletta da collezione e ci concediamo una cena. Averlo fatto la prima sera ci ha fatto sentire subito a casa!
La delusione del mare in città: La spiaggia è grande e la vista dall'alto è magnifica, ma il mare non era per niente bello, pulito o trasparente, quindi non ci ha ispirato per nulla. Siamo tornati di corsa a fare il bagno nella nostra piscina e ne abbiamo approfittato per organizzare il pomeriggio.
Il centro storico in francese: Abbiamo visitato lo splendido centro storico coloniale e il quartiere spettacolare di Getsemani con una guida che parlava francese (Romain Instagram: @caribbean_tourisme). È stata una scelta azzeccatissima! I bambini masticano un po' di spagnolo, ma poter seguire la spiegazione in francese ha permesso loro di capire tutto e di incuriosirsi tantissimo. La guida è stata fantastica: ha trasformato il tour in un gioco continuo, tempestando i bambini di domande, indovinelli e quiz per verificare se stessero seguendo le spiegazioni! Passeggiare per il centro di Cartagena è meraviglioso. Oltre al passato e alla complessa storia politica e sociale del Paese, spiegata dalla guida, ci siamo persi tra i negozi di caffè più particolari (dove abbiamo fatto scorta di souvenir da portare a casa) e botteghe di rum e sigari colombiani di altissima qualità, di cui mio marito si è letteralmente innamorato.
Isole del Rosario: Sempre tramite l'agenzia del ragazzo francese, abbiamo prenotato una gita alle Isole del Rosario: spendendo qualche euro in più (non cosi pochi, però) abbiamo preso una barca privata tutta per noi! La barca ci ha portati su un'isola spettacolare con una spiaggia bianca e un mare trasparente da sogno. Era la tipica cartolina caraibica: c'era persino il locale a bordo di una canoa che si avvicinava alla nostra barca per venderci il latte di cocco e cocktail di frutta fresca! Abbiamo pranzato in spiaggia a base di ottimo pesce fresco e abbiamo passato ore meravigliose a giocare nell'acqua, divertendoci tantissimo anche con le canoe e i paddle messi a disposizione. Una giornata di pura felicità per i bambini. La sera, tornati in hotel, eravamo un po' stufi della cucina colombiana e i bambini avevano una voglia matta di cambiare sapori, così ci siamo concessi una fantastica cena giapponese direttamente all'interno della nostra struttura.
💙 Coup de coeur gastronomici:
Cena di Tradizione: La cena all'Hard Rock Café in centro, per non rompere la nostra tradizione di famiglia e comprare l'immancabile spilletta.
Drinks: Il latte di cocco freschissimo comprato direttamente dal venditore locale su una canoa in mezzo al mare trasparente e il caffè pazzesco di Getsameni.
Pranzo Caraibico: Il pesce fresco gustato a piedi nudi sulla sabbia bianca delle isole del Rosario, tra un tuffo e l'altro.
Zaini vs Passeggini: L'atmosfera caraibica di Cartagena
Approccio ADULTI (Fascino Coloniale) | Approccio BAMBINI (Mare & Quiz) |
• Passeggiata tra le mura coloniali e Getsemani • Degustazione e acquisto di caffè pregiato, rum e sigari locali. • Godersi il panorama caraibico dal tetto dell'hotel | • Visita guidata del centro trasformata in gioco. • Giornata di paddle e kayak alle Isole del Rosario. • Bagni continui nella piscina sul tetto dell'hotel. |
💡 Cosa è stato più utile: Non programmare tutto rigidamente dall'Italia. Avevo le idee chiare in testa, ma scegliere di prenotare l'autista, la guida in francese e la barca privata direttamente sul posto, parlando con le agenzie locali, ci ha permesso di adattare il viaggio ai nostri desideri e ai ritmi reali dei bambini.
🛑 Il consiglio onesto: Non andate a Cartagena pensando di fare vita di mare sulle spiagge della città: rimarreste delusi dal colore e dalla pulizia dell'acqua. Per vivere il vero mare dei Caraibi da sogno dovete necessariamente programmare un'escursione in barca verso le isole (come le Isole del Rosario).
Tappa 5: Santa Marta, relax e avventura tropicale a Minca
✈️🛌 Logistica & Alloggio
Lo spostamento: Da Cartagena a Santa Marta abbiamo viaggiato con un autista trovato tramite l'agenzia locale di Cartagena. Il viaggio è durato circa 4 ore, tutto sotto una pioggia torrenziale incessante. È stato un trasferimento un po' faticoso e scomodo per via del meteo, ma alla fine ce lo ricordiamo come un momento divertente del viaggio.
Dove abbiamo dormito: Irotama Resort: Quando siamo arrivati, gli occhi dei bambini si sono illuminati: più che un semplice hotel, è un vero e proprio super resort immerso in un parco naturale, con spiaggia privata, un fantastico servizio a buffet e diversi ristoranti interni (giapponese, messicano, colombiano) più diverse piscine bellissime.
Il Trucco (Il cambio di programma): Inizialmente avevamo previsto di dormire a Minca (all'hotel Masaya Casas Viejas) e di spingerci fino a Palomino. Man mano che avanzavamo col viaggio, però, non eravamo più convinti perché il rientro a Santa Marta per prendere l'aereo sarebbe diventato troppo lungo. Così ho annullato l'albergo di Minca qualche giorno prima per improvvisare sul momento. Quando abbiamo visto l'hotel a Santa Marta, abbiamo deciso di aggiungere lì due notti invece delle due notti a Minca, usandole come giorni di relax a fine vacanza. L'unico rimorso è stato non vedere i fenicotteri a Palomino, ma è stata la scelta migliore.
Come abbiamo diviso le giornate (4 piene post giorno di arrivo)
Arrivare a Santa Marta ha significato rallentare i ritmi e goderci il meritato relax di fine vacanza. Per chiudere in bellezza, abbiamo alternato le giornate dedicate ai bagni e ai giochi a un'escursione speciale nella foresta di Minca, adattando ogni passo alle energie dei bambini.

Il giorno di relax e l'incontro con la famiglia campana: Il giorno dopo l'arrivo lo abbiamo preso come una giornata di totale relax per tutto il giorno. In hotel abbiamo incontrato una famiglia super simpatica della stessa zona di mio marito (vicino a Caserta). Lui ha origini colombiane e la mamma è proprio di Santa Marta, quindi ci hanno dato anche qualche consigli. La sera stessa siamo andati a cena con loro nel centro di Santa Marta. La città è carina, ma niente di eccezionale, e abbiamo avvertito un senso di insicurezza un po' più alto rispetto alle altre città.

La gita a Minca e i segreti della coca: Siamo andati a Minca in giornata con un Uber. Dopo una camminata nella foresta e tra i vari ruscelli, stando attenti a non camminare tantissimo per Charlotte, siamo arrivati fino a una piccolissima finca di caffè. Eravamo pochissimi (noi quattro, un'altra famiglia da quattro e una coppia) e la visita è stata fantastica. Ci hanno fatto fare il giro della finca e ci hanno spiegato per bene tutto il processo di lavorazione del caffè: come cresce, come lo raccolgono, come lo smistano e come fanno la torrefazione. Ci hanno fatto assaggiare il caffè, ci hanno fatto assaggiare le foglie di coca spiegandoci come viene fatta la cocaina e, dato che coltivano anche il cioccolato, ci hanno fatto fare delle maschere al cioccolato sul viso, una scena molto divertente.
Relax, iguane e nuovi amici: Abbiamo passato gli ultimi giorni tra moto d'acqua, una vera e propria "caccia alle iguane" nei giardini del resort e aperitivi in spiaggia con una simpatica famiglia italiana incontrata lì per caso (l'ultimo splendido incontro del viaggio!).
💙 Coup de coeur gastronomici:
Cena: La cena al ristorante giapponese del resort,dato che i bambini ne avevano una voglia matta.
Street Food: Le migliori Arepas del mondo nel cuore di Santa Marta
Zaini vs Passeggini: La natura selvaggia di Santa Marta
Approccio ADULTI (Relax & Consapevolezza) | Approccio BAMBINI (Divertimento & Animali) |
• Escursione a Minca e visita alla finca biologica. • Coltivazione del cacao e delle foglie di coca. • Aperitivi al tramonto sulla spiaggia caraibica. | • "Maschere di bellezza" al cioccolato sul viso a Minca. • Caccia alle iguane selvatici nei giardini del resort. • Sfrecciare sulle moto d'acqua e scorpacciate di sushi al ristorante del resort. |
💡 Cosa è stato più utile: Avere il coraggio di cambiare programma e fare la "mossa giusta". Cancellare le notti nella foresta per fare 4 giorni fissi in un grande resort ha dato ai bambini il relax di cui avevano bisogno a fine viaggio. A volte bisogna saper rinunciare a certe esplorazioni quando si viaggia con dei bambini.
🛑 Il consiglio onesto: Se durante il viaggio vedete che i bambini sono stanchi, non abbiate paura di cambiare i piani. Annullare un hotel in corsa per aggiungere notti in un posto rilassante e fare giorni di relax a fine vacanza è la scelta migliore per la serenità di tutta la famiglia.
Tappa 6: Rientro su Bogotà prima del volo verso l'Italia
Il rientro strategico su Bogotà: Come base per il rientro in Europa, abbiamo scelto di volare da Santa Marta a Bogotà (con Avianca), il pomeriggio del giorno precedente al nostro volo intercontinentale per Madrid. È una mossa che consiglio a tutte le famiglie: fare lo spostamento interno e quello internazionale nello stesso giorno è rischiosissimo, perché un minimo ritardo del primo volo ti fa perdere tutta la coincidenza per il volo internazionale.
L'ultima giornata di relax e shopping: Passare l'ultima notte a Bogotà (tornando all' hotel Casa Dann Carlton) ci ha permesso di vivere l'ultimo giorno di vacanza in totale tranquillità. Invece di correre da un aeroporto all'altro con l'ansia dei bagagli al seguito, abbiamo preferito dedicare l'intera giornata allo shopping e agli ultimi acquisti prima di dirigerci con calma verso l'aeroporto per il volo notturno verso l'Europa.
Cosa avremmo voluto fare (ma che richiede una seconda puntata!)
Quando si organizza un viaggio in un Paese immenso e ricco come la Colombia, bisogna fare delle scelte, specialmente se si viaggia con i bambini. Voler vedere tutto è impossibile e si rischia solo di trasformare la vacanza in una maratona stressante.
Ecco i sogni nel cassetto che abbiamo dovuto rimandare, ma che rimangono un'ottima scusa per tornare:
L'Amazzonia e i delfini rosa: Esplorare il polmone verde del pianeta era uno dei nostri desideri iniziali. È proprio lì, nel cuore dell'Amazzonia colombiana (partendo da Leticia), che si possono avvistare i meravigliosi e unici delfini rosa di fiume (i boto). Un'avventura pazzesca che però, tra la profilassi/vaccinazione per la febbre gialla obbligatoria e i voli interni extra, avrebbe richiesto troppi giorni.
Il Deserto della Tatacoa: Un paesaggio quasi marziano, una distesa di terra rossa e grigia famosa in tutto il mondo non solo per le sue formazioni rocciose e i canyon, ma soprattutto perché è uno dei punti migliori del Sudamerica per osservare le stelle grazie all'assenza totale di inquinamento luminoso.
Il Deserto della Guajira (Fino a Punta Gallinas): Questo è il nostro vero prolungamento mancato della Tappa 5. Avendo annullato Palomino per goderci il relax a Santa Marta, non abbiamo potuto spingerci oltre. Il sogno sarebbe stato viaggiare in 4x4 da Palomino verso l'estremo nord della Colombia, attraversando il Deserto della Guajira dove le dune di sabbia dorata si tuffano dritte nel Mar Caraibico, fino a raggiungere Punta Gallinas, il punto più a nord di tutto il Sud America.
Caño Cristales (Il fiume dei cinque colori): Si trova nel Parco Nazionale Naturale Sierra de la Macarena ed è considerato da molti "il fiume più bello del mondo". In determinati mesi dell'anno, una specie endemica di piante acquatiche (la Macarenia clavigera) cresce sul fondo del fiume e, grazie alla luce del sole, colora l'acqua di sfumature incredibili che vanno dal rosa intenso al rosso, mischiandosi con il giallo, il verde e l'azzurro. Un vero spettacolo psichedelico!
📌 Le 4 lezioni che ho imparato in questo viaggio
Gestire 3 settimane in un Paese così grande e pieno di contrasti mi ha lasciato un bagaglio di esperienze enorme. Se state pianificando questo viaggio, ecco le mie quattro regole d'oro:
La flessibilità batte la tabella di marcia
Viaggiare con i figli insegna che la qualità del tempo speso insieme viene sempre prima della quantità delle cose che si scopriranno. Cancellare una meta per fermarci 4 giorni nello stesso resort a Santa Marta a goderci le piscine e il mare è stata la scelta migliore che potessi fare. Meno tappe, più qualità del tempo passato insieme per concludere un viaggio itinerante piuttosto articolato.
Scegliere le tappe... e saper rinunciare
All'inizio volevo vedere tutto: Minca, Palomino, i fenicotteri... Ma viaggiando con i figli impari che la loro stanchezza (e la tua) detta le regole. La Colombia ci ha regalato tre settimane indimenticabili e questi "mancati panorami" sono solo l'inizio del nostro prossimo itinerario!
Efficienza nei voli interni e sanità privata
Non abbiate paura della logistica colombiana. I voli interni con LATAM e Avianca sono corti, puntualissimi ed efficienti. E in caso di imprevisti (come l'infortunio al ginocchio di Charlotte), le cliniche private nelle grandi città offrono servizi rapidi e moderni. Partite con una buona assicurazione e sarete in una botte di ferro.
Sicurezza: zero pregiudizi, ma occhi aperti
La Colombia non è l'inferno descritto dai telegiornali. La gente è di una gentilezza e accoglienza disarmante: abbiamo incontrato veri e propri "angeli custodi" come Dory alla Finca, il nostro super autista Alexis e la guida Yuri a Medellin o Romain a Cartagena. Tuttavia, serve il normale buonsenso: usate sempre Uber rispetto ai taxi tradizionali (è tracciato e sicuro), ed evitate i mercati isolati se notate che l'atmosfera cambia. Con la giusta attenzione, sarà un viaggio indimenticabile.





































































Commentaires